Chi siamo

Agenzia Lane d’Italia, fondata nel 1988 da Unioncamere Nazionale, Unioncamere Piemonte e Sardegna e dalla Camera di Commercio Industria Artigianato di Vercelli, ha come scopo statutario la valorizzazione delle lane autoctone e delle fibre naturali, questo per conseguire un miglioramento della bilancia valutaria nel settore ed un aumento dell’occupazione nelle zone agricole interessate. Si occupa di promuovere un aggiornamento culturale in grado di sperimentare e diffondere gli indirizzi più adatti allo scopo in campo genetico, del lavoro di allevamento, della raccolta e della prelavorazione della lana, dei rapporti fra produttori di lana ed industrie utilizzatrici.

Organigramma dell'associazione

patrizia maggia

Patrizia maggia

Presidente

Alessandro Ciccioni

Vicepresidente

Sergio Foglia Taverna

Consulente Tecnico Scientifico

Oliviero Girardi

Amministratore

Fibra laniera

Valore etico e sostenibile del suo utilizzo

L’agenzia indirizza la sua esperienza nell’ambito della miglioria dell’allevamento, tosa legata al benessere animale, raccolta e cernita delle lane e delle successive fasi di lavorazione, fornisce indicazioni specifiche per un miglioramento del settore.

Ovini presenti sul territorio italiano

cartina pecore

Si stima che sulla base dei circa 8 milioni di ovini presenti sul territorio, con una produzione di 10/12 milioni di Kg di lana sucida, di queste quasi il 80% viene esportato senza le operazioni di lavaggio, principalmente in India, Cina, sud est Europa

grafico

Produzione laniera

La quantità della lana prodotta da ciascun animale subisce variazioni a seguito di molteplici fattori, il ricavato dalla tosa (lana sucida) dopo le operazioni di lavaggio si riduce del 50%.

 In Italia si stima che sulla base dei circa 8 milioni di ovini presenti sul territorio, vi sia una produzione di 10/12 milioni di kg. di lana sucida, di questa quasi l’80% viene esportato senza le operazioni di lavaggio, principalmente in India, Cina sud est Europa.

Il 10/15%  è quello che viene utilizzato per uso interno, ed è diretta al settore dell’abbigliamento, dell’arredo, della bioedilizia.

Quello che si presume vada disperso è il 5/10%, perchè prodotta da allevamenti sotto i 100 capi, o in situazione impervie da raggiungere da parte dei commercianti.

Queste percentuali stimate che possono variare di anno in anno.

Classificazione della lana

Da rifiuto speciale a prodotto animale adatto alla lavorazione

    • Rifiuto speciale di classe 3 : Se la lana non viene conferita con adeguata documentazione prodotta dal pastore ad un centro autorizzato alla detenzione di prodotti sucidi (centro autorizzato).
    • Sottoprodotto di origine animale (SOA) : dal momento in cui la lana viene conferita alla pettinatura fino al lavaggio della stessa.
  •  
    • Prodotto adatto ad essere lavorato e trasformato : dal momento in cui la lana viene lavata perde la caratteristica di SOA e diventa a tutti gli effetti una materia prima inseribile nella filiera produttiva.

Progetti di utilizzo

L’utilizzo delle 1200 tonnellate li lana sucida che restano sul territorio italiano sono dirette all’ambito tessile, al comparto dell’arredo e degli accessori, nel settore dei pannelli isolanti e fonoassorbenti, come fertilizzante organico o per la bonifica dei fondali marini.

Ridare vita ad una filiera tessile, per cui l’Italia è uno dei leader mondiali, sembrerebbe oggi essere quasi un dovere morale, in grado di rispondere ad una problematica di tutela ambientale (i pastori sono i veri custodi dei territori), di utilizzo di una risorsa, con caratteristiche di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, in grado di innescare la nascita di microeconomie in un contesto di totale economia circolare.

Progetto di valorizzazione delle lane autoctone piemontesi

La Camera di Commercio di Biella ha condotto in collaborazione con l’Agenzia Lane d’Italia e grazie a un contributo delle Regione Piemonte, un progetto per verificare le possibilità di utilizzo delle lane autoctone piemontesi. Un’iniziativa dalle valenze ambientali, economiche ed ecologiche.